È l’ennesima notte insonne a Kyiv tra il 16 e il 17 giugno 2025. Le sirene antiaeree si attivano poco dopo le 21:00 e il loro ululato cesserà soltanto alle 6:00 del mattino: più di nove ore di allarme ininterrotto in cui la Russia lancia contro le città ucraine 472 tra droni e missili da crociera. Di questi, la maggior parte è diretta verso la capitale. È in corso quello che, fino a quel momento, era stato descritto come «uno degli attacchi più letali» contro Kyiv dall’inizio della guerra. Tra le zone maggiormente colpite c’è Solomianskyi, quartiere residenziale sulla sponda destra del fiume Dnipro.
La guerra russa all’Ucraina è anche una guerra contro la popolazione. Il 24 febbraio 2026 ricorre il quarto anniversario dell’invasione su larga scala sebbene il primo atto del conflitto è riconducibile al 2014, con l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia. Con il trascorrere degli anni e l’aumentare della copertura mediatica di altre guerre, come quella in Palestina, la percezione di atrocità e crimini di guerra commessi dalla Russia si è inevitabilmente affievolita.
Grazie all’analisi dei dati raccolti da ong ucraine, think tank internazionali e università statunitensi, è possibile valutare l’impatto della guerra nelle aree dell’Ucraina non immediatamente adiacenti alla linea del fronte.
Missili e droni contro l‘Ucraina
Quella notte di giugno, ricorda Viktor, nato e cresciuto a Solomianskyi, «c’è stata l’allerta ma ormai è una costante, siamo abituati, quindi sono andato a dormire». Il sonno dura però pochi minuti. Viene svegliato dal suono dei droni Shahed, velivoli senza pilota diventati uno dei simboli della guerra russa all’Ucraina. Il loro forte sibilo – dovuto al motore a monoelica che garantisce una gittata tra i 900 e i duemila chilometri in base al modello – è uno dei rumori distintivi di questa guerra, insieme alle sirene antiaeree, alle sorde esplosioni in lontananza, al sibilo dei missili da crociera, al ronzio dei generatori di corrente sui marciapiedi. Il costo ridotto degli Shahed – tra i 20 e i 50mila dollari a esemplare – consente una produzione di massa volta a saturare le difese aeree ucraine.
Alle prime esplosioni, Viktor si getta a terra dal letto, raggiunge a carponi la porta di ingresso e lascia il suo appartamento per dirigersi verso il rifugio antiaereo più vicino. Durante il breve tragitto un drone colpisce un palazzo a poche decine di metri di distanza (ascolta sotto, nda). Raggiunto indenne il rifugio, ci rimane circa tre ore. Quando rientra a casa capisce che il sonno è ormai perduto e mette in padella due uova. «Passano cinque o dieci minuti e sento un rumore diverso», spiega. Pesante, crescente, «come se qualcosa frusciasse nel cielo a grande velocità». Non è il suono di un drone.
Si scoprirà che è quello di un missile da crociera Kh-101 lanciato dalla regione russa di Saratov, distante più di mille chilometri in linea d’aria da Kyiv. Viktor si affaccia alla finestra e capisce che è vicino, molto vicino. «In quell’istante il mio appartamento si riempie di una luce bianca per un secondo, c’è un’esplosione potentissima, l’edificio sobbalza». Al fragore seguono istanti di totale silenzio. Dopo pochi secondi, ricorda, «comincio a sentire persone urlare, cose che crollano, il cielo pieno di fumo».
Lo shock per Viktor dura circa mezz’ora, poi la curiosità prevale sulla prudenza ed esce di nuovo di casa. Si avvicina al luogo dell’impatto, un condominio di nove piani. Viktor ne osserva immediatamente le conseguenze: la strada è colma di detriti, alberi e carcasse di auto che bruciano. Dove fino a pochi minuti prima c’erano una ventina di appartamenti ora c’è un’ampia voragine.
Quella notte in tutta l’Ucraina sono morte 30 persone, 23 delle quali si trovavano all’interno del condominio a pochi passi da casa di Viktor, polverizzato dal missile da crociera Kh-101. È solo uno degli 87.000 missili e droni lanciati contro le città ucraine in quattro anni di guerra. Il numero ufficiale di civili uccisi – dal 2022 – è di 15.172 (di cui 766 bambini) e 41.378 feriti (2.540 bambini).
Sono stime fortemente al ribasso, che non tengono conto delle vittime civili nei territori occupati dove per il governo ucraino è impossibile operare. Solo nei primi tre mesi di conflitto, durante l’assedio di Mariupol, sarebbero morti 21mila civili, secondo quanto aveva dichiarato l’allora sindaco della città all’agenzia Associated Press.
Sono quattro le categorie con le quali analizziamo gli attacchi dal cielo subiti dall’Ucraina. La prima riguarda missili e droni lanciati contro le città; la seconda gli attacchi double-tap, ovvero i bombardamenti contro lo stesso punto a distanza di pochi minuti così da colpire anche i soccorritori; la terza offre una panoramica degli attacchi contro personale e strutture sanitarie; infine, l’ultima parte mostra le conseguenze degli attacchi contro le infrastrutture energetiche. Gli episodi illustrati sono perseguibili come crimini di guerra, secondo le norme previste dalla Convenzione di Ginevra e dallo Statuto di Roma.
Missili e droni contro l’Ucraina
Sono 115.904 i missili e i droni kamikaze lanciati dalla Russia contro le città ucraine. È visibile un evidente aumento a partire dall’autunno del 2024. I dati sono disponibili solo a partire da fine settembre 2022, non tengono quindi conto dei primi sette mesi di guerra.
Le Nazioni unite stimano che il 90% dei 15.850 civili uccisi in Ucraina sono da attribuire a esplosioni in aree popolate causate dall’aviazione e dall’artiglieria russa. Violazioni che, secondo la Commissione internazionale d’inchiesta sull’Ucraina dell’Onu, costituiscono potenziali crimini di guerra e contro l’umanità.
Mariupol, Vovchansk, Bakhmut, Volnovakha, Sievierodonetsk, Maryinka, Soledar, Lysychansk, Popasna. Sono alcune delle città ucraine che a seguito dei pesanti bombardamenti subiti sono diventate quasi del tutto inabitabili.
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L’efficacia delle difese aeree ucraine
Il sostegno all’Ucraina di Stati Uniti e Unione europea
Gli attacchi double-tap
Cherkaska Lozova è un paesino nella regione di Kharkiv, situato un chilometro a nord dell’omonimo capoluogo regionale. La regione era stata parzialmente occupata dall’esercito russo a seguito dell’invasione su larga scala. Tra agosto e settembre dello stesso anno le forze ucraine hanno riconquistato circa 12mila chilometri quadrati e oltre 500 insediamenti, in quella che oggi è nota come la controffensiva di Kharkiv.
Cherkaska Lozova era quindi sotto il controllo ucraino quando, alle 11:03 del 19 maggio 2024, un missile balistico ha colpito un centro ricreativo uccidendo cinque civili. I primi ad arrivare sul luogo dell’impatto sono la polizia locale, seguita a breve distanza da personale medico. Mentre prestano soccorso ai feriti, alle 11:21 un secondo missile colpisce a 40 metri di distanza dal punto del primo impatto, uccidendo altre quattro persone.
Si tratta di un attacco double-tap, ovvero colpire lo stesso bersaglio a distanza di pochi minuti, così da uccidere anche i soccorritori.