Un gigante con i piedi d’argilla. Tra il 2000 e il 2014 la Nigeria sembrava destinata a diventare la locomotiva dell’Africa occidentale: il prodotto interno lordo cresceva in media del 7% ogni anno. A spingere la crescita è stato soprattutto il comparto del petrolio, che pesa il 90% delle esportazioni del Paese, ricorda la Banca mondiale. La classe dirigente e imprenditoriale s’è arricchita tanto da trasformare pezzi di Lagos, la capitale economica in una piccola Dubai.
Si è approfondita così anche la disparità sociale: quasi sette abitanti di Lagos su dieci vivono in comunità informali, simili a baraccopoli. La sperequazione tra ricchi e poveri è stata alimentata da una classe dirigente corrotta e da un contesto internazionale che ha accettato di pagare mazzette pur di continuare a lavorare in Nigeria.
Nigeria e migrazioni
La Nigeria è diventata un Paese prioritario per Italia e Unione europea in termini di cooperazione internazionale perché tra i principali Paesi d’origine dei migranti arrivati sulle coste italiane a partire dal 2015. L’Unione europea ha in corso al momento otto progetti finanziati attraverso il Trust fund. Il fondo di emergenza è stato concepito nel 2015 per contrastare le cause dell’emigrazione africana. Difficile però impattare sulle cause della disparità sociale in Nigeria, che è alimentata soprattutto da cause interne. Tra le caratteristiche dell’emigrazione nigeriana c’è la presenza di tante donne vittime di organizzazioni transnazionali dedite alla tratta.
Solo tra il 1965 e il 2005 Oxfam International stima che siano stati portati via dal Tesoro nigeriano almeno 20 mila miliardi di dollari, denaro finito in casseforti offshore gestite da imprenditori compiacenti. Sono loro i protagonisti delle storie di questa serie d’inchiesta. Il furto di risorse pubbliche, tra le cause principali della cronica ineguaglianza che affligge la società nigeriana, non si è peraltro interrotto nei 15 anni di cui le statistiche non tengono conto.
L’ultimo clamoroso caso di presunta corruzione internazionale riguarda il blocco petrolifero Opl 245, che sarebbe stato attribuito a Eni e Shell dopo il pagamento di una tangente da 1,1 miliardi di dollari. Secondo il centro di ricerche Resources for Development Consulting il sistema fiscale adottato per rendere «conveniente» la suddivisione della tangente avrebbe privato il fisco nigeriano di circa 6 miliardi di tasse. Due anni di spesa pubblica.
In questa serie
Lorenzo Bagnoli
Opl 245, fine dei processi per Eni e Shell
Assolte in via definitiva a Milano, incassano verdetti favorevoli anche altrove. Non è stata corruzione internazionale. E la procura generale di Milano dice che «portano ricchezza» alla Nigeria
Opl245Papers: il fascicolo della discordia
È uno dei casi più importanti degli ultimi anni, finito in primo grado con una piena assoluzione degli imputati. Non una revisione giudiziaria, ma un racconto necessario del sistema
Opl245: Nigeria contro JP Morgan, un processo da 875 milioni di dollari
Il processo comincerà a Londra nel 2022: la Nigeria contesta l’autorizzazione dei pagamenti verso Malabu. Ruolo chiave nell’approvazione lo gioca il discusso Adoke Bello
Eni-Nigeria: l’appello dei pm tra inchieste parallele e veleni in procura
La sentenza di primo grado che ha assolto tutti gli imputati sul caso Opl245 non chiude gli interrogativi sulla presunta tangente nigeriana e ha sublimato lo scontro in atto tra i magistrati milanesi
Eni-Opl 245, tutti assolti gli imputati per corruzione internazionale
Per i giudici di Milano «il fatto non sussiste». Si chiude così il primo grado sulla presunta tangente da 1,1 miliardi di euro per l’aggiudicazione del blocco petrolifero nigeriano. La sentenza potrebbe avere ripercussioni anche su altri procedimenti in corso
Eni Nigeria: nuove prove sul collettore della tangente
I pm di Milano chiedono e ottengono l’acquisizione di due mail a poche settimane dalla conclusione del processo che proverebbero i rapporti tra i protagonisti della tangente
Opl 245, le richieste delle difese Eni e i velati contrasti con Shell
Le difese dei top manager del Cane a sei zampe chiedono l’assoluzione e prendono le distanze dall’operato del colossso anglo-olandese nel caso Nigeria
Processo Eni, la Nigeria presenta il conto: oltre un miliardo di dollari di risarcimenti
Il Paese africano ha formulato la prima richiesta di risarcimento per i danni recati dalla presunta tangente. Eni: «Sconcertati, le prove dell'accusa si basano su flussi di denaro successivi al pagamento della licenza»
Pirateria: il business dei rapimenti che sostiene l’economia nel Delta del Niger
Nell’Africa occidentale si è registrato un nuovo picco dei rapimenti da pirateria: nei primi sette mesi del 2020 sono già 91 i sequestri di persona, e i riscatti sostengono una fetta dell’economia locale
Quando l’economia del petrolio finisce alla sbarra
A prescindere dagli esiti processuali, la vicenda Opl245 e le centinaia di migliaia di pagine del fascicolo processuale hanno svelato uno spaccato inquietante su come funziona il mondo del petrolio
Eni-Nigeria: la requisitoria dei pm tra spie, intermediari e documenti segreti
Mano pesante della procura di Milano che chiede otto anni per Descalzi e Scaroni, oltre alla confisca dell’intero ammontare della presunta tangente per le società
Sospeso in Nigeria il poliziotto delle indagini sulla maxi-tangente Eni-Shell per Opl 245
Ibrahim Magu, numero uno della polizia finanziaria nigeriana (EFCC), si è dimesso insieme ad altri dodici alti funzionari dopo le pressioni del ministro della Giustizia
Eni: processo a Milano, riflessi internazionali per Opl 245
Il procedimento sulla presunta tangente da 1,1 miliardi per il giacimento petrolifero Opl 245 in Nigeria coinvolge gli equilibri del management a livello internazionale: al via le battute finali
La “famiglia Agip”: il caporalato dell’industria petrolifera
In Nigeria chi ha in subappalto la gestione della manodopera vieta il sindacalismo, ma le comunità non si mobilitano. Il sistema di potere alimenta gruppi armati che minacciano la stabilità dell’area
Gli ultimi di Tarkwa Bay
Da una parte della laguna di Lagos il faraonico progetto di Eko Atlantic City, dall'altra i poveri che a suon di sgomberi devono farsi da parte
La Dubai di Lagos, sogno proibito del potere nigeriano
In Nigeria esiste un gruppo di potere che attraversa i confini africani dal quale passano i più importanti interessi economici del Paese. Ogni sua decisione si ripercuote su 220 milioni di abitanti