Le elezioni europee che incombono, specialmente nel nostro Paese, vengono trattate come un “mid-term” nazionale. La campagna elettorale è stata più che mai incentrata sulle singole figure dei leader e al limite dei loro partiti, mentre le questioni restano sullo sfondo. Eppure – che piaccia o meno – è nella politica dell’Unione che si affrontano oggi le sfide più importanti per il futuro di tutti noi: transizione energetica, clima, migrazioni, tensioni geopolitiche.
A #EUParty si lega anche il nostro progetto #EuropaIlliberale dove abbiamo prima analizzato le figure dei cosiddetti “leader illiberali” d’Europa, di cui la nostra Giorgia Meloni fa parte a pieno titolo.
In #EUParty abbiamo guardato a quali e quanti dei parlamentari europei siano coinvolti a diverso titolo in scandali e al sistema di finanziamento dei partiti europei, soprattutto per quanto concerne le donazioni private, e come queste possano influenzare le vere agende dei diversi schieramenti politici.
La collaborazione internazionale
Questo progetto di IrpiMedia mette insieme due inchieste coordinate da Follow The Money a cui abbiamo partecipato. La prima, EU Misconduct Investigation, ha coinvolto 25 giornalisti provenienti da 12 testate di 11 Paesi diversi: Welt, Blast, Publico, OKO.Press, Context, De Tijd, Apache, Investigatívne centrum Jána Kuciaka, Oštro Hrvatska e Oštro Slovenia.
La seconda, Transparency Gap, ha coinvolto 50 giornalisti di 24 Paesi diversi che hanno analizzato 500 mila donazioni alla politica. Le testate che hanno partecipato sono The Guardian, Der Spiegel, El País, Paper Trail Media, De Tijd, Apache, Investigatívne centrum Jána Kuciaka, Oštro Hrvatska, Oštro Slovenia, Delfi, Denik N, VSquare, Direkt36, Re:Baltica, MaltaToday, Público, The Journal, Noteworthy, Context, Frontstory, Reporters United, YLE e CIReN.
«Alcuni anni fa – spiega Alberto Alemanno, professore di Diritto europeo a Parigi – il parlamento europeo uscente ha adottato una proposta di riforma della legge elettorale che avrebbe dato a ogni cittadino la possibilità di votare due volte: sia per le liste nazionali sia per i candidati di un collegio pan-europeo, che avrebbe potuto aiutare a far sentire gli elettori più coinvolti nel sistema Europa. Ancora nessun Paese membro ha dato seguito. Non mi aspetto che con l’evoluzione politica a cui stiamo assistendo quell’idea verrà portata avanti».
In questa serie
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